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Renato Guttuso – Mostra ad Aosta

Guttuso

Renato Guttuso, all'anagrafe Aldo Renato Guttuso, è stato un pittore e politico italiano. Si accosta alla pittura alla fine degli anni '20, prima nella bottega di un pittore naturalista del suo paese e di un decoratore di carretti siciliani, poi sotto la guida del futurista Pippo Rizzo a Palermo; espone nel 1928 alla mostra Sindacale siciliana, partecipa nel 1931 alla prima Quadriennale nazionale con due opere, entrando in contatto con gli esponenti della 'Scuola Romana'. Subito dopo, a Milano, nell'ambiente d'avanguardia di Birolli, Persico, Sassu, Manzù, espone a una mostra di un gruppo di pittori siciliani alla Galleria del Milione nel 1932. Nel 1933 si trasferisce a Roma: vi frequenta Mafai, Melli, Pirandello, Scipione, Ziveri. Tra 1934 e '36 è militare a Milano: vi conosce Birolli, Sassu, Treccani, Fontana, De Grada, Morosini. Nel 1935 partecipa alla seconda Quadriennale di Roma e nel 1936 alla Biennale di Venezia.

A Roma nel 1937 esegue 'Fuga dall'Etna ed espone alla Galleria della Cometa. Partecipa alla terza Quadriennale nel 1939 e, col gruppo romano, alla seconda mostra di 'Corrente', il movimento di rottura con 'Novecento', fondato nel 1938 con la rivista omonima da Treccani, del quale Guttuso sarà interprete nel suo realismo di protesta politica e, con l'amico, sarà militante e attivista. Il realismo guttusiano verifica ampiamente tutti i moti di opposizione alla cultura imperante nella storia dell'arte europea; si lega alla lezione postcubista e a un linguaggio di contenuti, saldato da violenta espressività. Nel 1942 Guttuso vince il secondo premio al Premio Bergamo con la 'Crocefissione', con i noti strascichi polemici. Fa da legame tra gruppo romano e gruppo milanese di Corrente. Durante la seconda guerra aderisce al Partito Comunista, partecipa alla Resistenza, realizza il ciclo di disegni 'Gott mit Uns'. Nel 1946 è a Parigi dove conosce Picasso: ne promuoverà la mostra del 1953 a Roma.

Guttuso è il maggiore esponente del realismo in pittura. Attraverso l’attentissima selezione di opere del Maestro riunite nella mostra realizzata dall’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta e ospitata al Museo Archeologico Regionale di Aosta, curata da Flaminio Gualdoni con Franco Calarota, il visitatore potrà instaurare di persona un dialogo con l'opera di un artista che cerca la verità proprio nella relazione con il suo pubblico. La mostra riunisce oltre 50 opere primarie di Guttuso, dalla nature morte della fine degli anni ’30 e dei primi ’40 al drammatico Partigiana assassinata, 1954, dal visionario Bambino sul mostro, 1966, all’epico Comizio di quartiere, 1975. Scrive Flaminio Gualdoni nel saggio introduttivo al catalogo: “

Ora che l’ideologia dell’avanguardismo a ogni costo cede il posto a riflessioni meditate sul secondo dopoguerra, la scelta ispida di Guttuso, un’aristocrazia formale attenta allo stesso tempo alle ragioni essenziali del comunicare, conferma che il senso della storia può essere continuità e non rottura, far nuova la sostanza dello sguardo e non la pelle del far vedere, riportare l’umano al centro del discorso e non limitarsi a un’arte che parli solo d’arte”.Profondamente coinvolto nel clima sociale e politico del suo tempo, Renato Guttuso è tra le coscienze più autorevoli dell’arte del secondo dopoguerra. Sin dalla metà degli anni ’30 la sua scelta è chiara, in nome di una figurazione che da un lato recuperi in modo critico l’identità antica della pittura, la sua capacità di farsi racconto ed emblema, e dall’altro sia lo specchio critico di un rapporto intenso, lucido, drammatico anche, con la storia. La precoce scelta antifascista, l’adesione al movimento comunista, ne fanno l’interprete maggiore di un realismo che non è scelta retorica e celebrativa, ma testimonianza critica del proprio tempo, del presente individuale e collettivo, di cui restituire una verità possibile. “Vorrei arrivare alla totale libertà in arte, libertà che, come nella vita, consiste nella verità”, scrive Guttuso.

E ancora: “Sempre ha contato, soprattutto, per me il rapporto con le cose. Trovare, o credere di trovare questo rapporto (naturalmente non stabile né fisso) ha significato, in qualche modo, tentare la possibilità di comunicare tale rapporto. Un’arte senza pubblico non esiste”. Colta tanto quanto antiintellettualistica, la pittura di Guttuso sceglie temi di genere, dalla natura morta al ritratto al nudo, fondendo registri che vanno dall’amore per il Rinascimento e il Seicento all’umore popolaresco, dalla sintesi formalmente forte alla narratività, dall’evidenza potente delle cose all’allegoria. La sua è, anche, partecipazione piena al dibattito delle avanguardie, di cui ha piena consapevolezza ma che sempre guarda da un punto di vista di piena, rivendicata autonomia. Riflette sull’espressionismo, instaura un dialogo serrato con Picasso e le sue sintesi brucianti, polemizza con il disimpegno etico delle correnti a lui contemporanee, perché per lui la realtà “è un rendiconto di ciò che la realtà è, di ciò che è dell’uomo”.

RENATO GUTTUSO.

Il Realismo e l'attualità dell'immagine Aosta, Museo Archeologico Regionale, Piazza Roncas 12 27 marzo – 22 settembre 2013 Mostra realizzata da: Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta. A cura di: Flaminio Gualdoni con Franco Calarota Orario: dal martedì alla domenica 10.00 – 18.00. Lunedì chiuso.   Produzione e organizzazione della mostra: Anonima Talenti Srl Catalogo Silvana Editoriale