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QUANDO A PAVIA AMMARAVANO GLI IDROVOLANTI

01-1PaviaCartinaA chi decidesse di fare due passi a Pavia lungo il Ticino, giunto alla fine, prima che la strada svolti a sinistra, si ritrova, sulla destra, un edificio in evidente stato di abbandono e di degrado: si tratta del vecchio hangar delle S.I.S.A.. Un vero cimelio storico che la città ha rinunciato da tempo alla sua conservazione.

Si desidera comunque tracciare un breve quadro storico. La S.I.S.A. ( Società Italiana Servizi Aerei ) ebbe origine nel ’22 quando i fratelli Cosulich ne registrarono a Trieste l’atto costitutivo. Gli stessi avevano, già dal ’21, acquistato un idrovolante triposto FBA ( Franco British Aviation ), costruito su licenza dalla S.I.A.I. di Sesto Calende. Nel ’24 la società ottenne il nulla-osta per allestire una scuola di volo per idrovolanti a Portorose. Contemporaneamente vennero acquistati altri 2 velivoli FBA ed alcuni vecchi impianti dell’aviazione militare austriaca presso Pirano; successivamente vennero realizzati sia un grande capannone il legno per le operazioni legate ai velivoli che una caserma per l’alloggiamento del personale della scuola, una palazzina per gli uffici commerciali e la direzione tecnica. I velivoli risultavano i predetti FBA con motore Gnome da 100hp. ( oppure Isotta Fraschini V4B da 150hp. ) ed i SIAI S.16ter con motore Lorraine da 400hp.. Da segnalare che i fratelli Cosulich avevano allargato il raggio delle loro azioni, dando vita a Monfalcone alle Officine Aeronautiche ( poi diventate C.N.T. ed infine C.R.d.A. ).

Ritornando alla SISA, essa nel ’25 ottenne dal governo italiano l’autorizzazione per l’esercizio della linea aerea Trieste-Torino, denominata Linea N°1. Vennero fissate in Venezia, Pavia e Milano le stazioni di sosta. Il velivolo per tale servizio fu il Cant.10, progettato dall’Ing. Conflenti. Gli imbarchi vennero definiti: a Trieste venne realizzato una base galleggiante, presso il molo Audace, da dove a mezzo barca si raggiungeva l’aereo ormeggiato alla fonda, mentre all’inizio del molo stesso venne realizzata una palazzina per la biglietteria e le informazioni ( detta costruzione esiste tuttora ); a Venezia si utilizzò una struttura esistente adibita a base di idrovolanti ( S.Andrea ) mentre venne realizzata una sala passeggeri presso piazza S.Marco; a Torino ( nel Parco del Valentino ) e Pavia vennero realizzate ex-novo strutture, realizzate direttamente sul fiume, su una base di 4 piloni in cemento armato ed adibite ad hangar ( disponibilità per 4 idro di piccole dimensioni oppure 2 di dimensioni più grandi ), l’officina, gli uffici, ed il bar con servizi igienici. A Pavia vennero realizzati gli uffici per la biglietteria, la sala d’aspetto in un locale sito in Via Manzoni, vicino al Duomo. Caratteristica per entrambe le realizzazioni era il fatto che lo sbarco e l’imbarco dei passeggeri avveniva all’interno dell’hangar, e poi l’idrovolante, tramite un verricello elettrico, veniva alato dal/al fiume. Occorre segnalare che per quanto riguarda l’imbarco previsto a Milano, era stata individuata una zona a ridosso della città ( Rogoredo ), ma i tempi di realizzazione dell’Idroscalo fecero sì che Milano venne enucleata dal servizio, pur mantenendo la disponibilità attraverso un servizio a mezzo strada.

Il 15/05/24 venne realizzata una prova pratica. Un FBA con ai comandi il comm. Ragazzi decollò da Trieste alle ore 11.00 ed ammarò a Torino alle 15.00. Qualche giorno dopo lo stesso pilota rifece il viaggio a ritroso, toccando anche gli scali intermedi. Furono decisi anche gli scali di fortuna: Adria, Ostiglia, Casalmaggiore, Piacenza e Casale Monferrato. Dopo questo primo volo, vennero accelerati i preparativi per poter operare sulla linea e risultare così la prima compagnia aerea in essere in Italia. Il 28/03/26 venne deciso di passare alla prova pratica, e così 2 Cant.10 ( I-OLTD ai comandi dell’ing. Majorana e I-OLTC del comm. Bertocco ) decollarono da Portorose. Alle 12.30 giunsero al Venezia per la prima sosta ed il rifornimento. Ripartirono alle 13.50 con condizioni meteo divenute pessime. Giunsero a Pavia alle 15.50 e dopo circa un’ora per il rifornimento ripartirono per Torino, dove giunsero alle 17.55. Finalmente il 01/04/26 fu inaugurato la linea regolare: 2 velivoli decollarono da Trieste e 2 da Torino. Durante il volo inaugurale, proprio a Pavia, ci fu la presenza del Capo del governo, Benito Mussolini, venuto apposta per complimentarsi. Il servizio pertanto venne confermato con 3 voli settimanali con partenza da Trieste alle 11.00 ed arrivo a Torino alle 16.10, e naturalmente anche il volo opposto. Un’annotazione particolare risulta quella relativa al costo del viaggio: £.350 per l’intero tratto Trieste/Torino, £.190 per Trieste/Pavia e £.140 per Pavia/Torino.

Successivamente la SISA inaugurò altre linee: nel ’30 la Trieste/Fiume/Zara, la Trieste/Brioni/Venezia, la Trieste/Venezia/Pavia/Genova; nel ’31 la Ancona/Zara, la Fiume/Abbazia/Brioni/Venezia e la Portorose/Trieste/Venezia. Nel ’33 venne deciso una ristrutturazione globale delle linee aeree in Italia con il loro concentramento in un’unica linea. Così il 01/05/34 la SISA venne assorbita dalla S.A.M. ( Società Aerea Mediterranea, che assunse poi la denominazione di Ala Littoria ). Al momento dell’assorbimento la dotazione dei velivoli era di 54: 7 Cant.22 e 5 Cant.10ter ( per le linee ); 9 Cant.7, 18 Cant.18, 10 Macchi M.18 e 5 Siai S.16 ( per la scuola ). Notevole risultano i risultati, espressi in: 12.093 viaggi con 28.330 ore di volo; 4.032.286km. percorsi trasportando 59.021 passeggeri e 74.774kg di posta e 447.176kg. di merci.

Ritornando all’oggetto dell’articolo, la testimonianza allegata fa risaltare bene le sue attuali condizioni ( inoltre vi è da segnalare che è stata demolita la passerella che univa il fabbricato al LungoTicino per motivi di sicurezza ). Tutto quanto concerne l’arredamento interno sembrerebbe che esso sia stato ritirato da tempo da parte di un istituto universitario

Giorgio Dorati

 

Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Situazione attuale dell’edificio
Ripresa aerea degli anni ’30
Ripresa aerea degli anni ’30
Fotografia anni ’30
Fotografia anni ’30

Archivio fotografico: Giorgio Dorati
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