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Doberdò del Lago, Fogliano Redipuglia, Gorizia, Monfalcone

Il tour richiede 2 giorni e 1 notte

 

Durante i due giorni di visita si avrà modo di ripercorrere camminamenti e postazioni partendo dal rifugio Casa Cadorna che si trova sul Monte Castellazzo, una delle tante alture carsiche nei pressi di Doberdò del Lago.

La costruzione è stata edificata nel 1916 (e restaurata successivamente nel 1977) a 106 metri s.l.m. lungo una strada carsica utilizzata prima dagli austro-ungarici e, dopo l'avanzamento del fronte verso est nella Sesta Battaglia dell'Isonzo, dagli italiani. La dedica al generale risale ad una visita che Cadorna fece alle truppe proprio in questo luogo, ritenendolo un rifugio assolutamente al riparo da eventuali attacchi nemici. Si proseguirà a pochi chilometri a nord di Gorizia dove si trova il Parco della Pace del Monte Sabotino (Sabotin Park Miru in sloveno), un museo all'aperto transfrontaliero tra Italia e Slovenia. L'itinerario conduce alla scoperta della seconda linea difensiva austro-ungarica conquistata dalla Seconda Armata italiana il 6 agosto 1916 durante la Sesta Battaglia dell'Isonzo.

Con i suoi 609 metri il Sabotino domina parte della pianura isontina, del Collio, un tratto della Valle dell'Isonzo e permette di controllare dall'alto Gorizia, la città che durante la Grande Guerra, proprio da questa vetta fu strenuamente difesa. Diversi assalti nel primo anno di guerra fallirono con un grande dispendio di uomini ed energie fino a quando tre battaglioni italiani riuscirono ad allontanare le truppe dalmate con una spettacolare azione durata meno di un'ora.

Il punto di partenza dell'escursione non si trova in territorio italiano ma a circa due chilometri ad est del paese di Gonjace, nel Comune di Collio (Brda in sloveno). L'entrata è ben riconoscibile per la presenza di una piramide di pietra, simbolo dell'intero Parco della Pace. Da qui si prosegue per 7 chilometri lungo una strada in mezzo alla vegetazione carsica e dove sono visibili due delle tre piramidi poste nel punto di partenza degli attacchi italiani alla cima durante la Sesta Battaglia dell'Isonzo.

Alla fine la rotabile si trasforma in un ampio parcheggio da cui si raggiunge, in meno di 5 minuti, il rifugio del Monte Sabotino. L'edificio, che oggi funge da punto informazioni, da ristoro e da piccolo museo, fino al 1945 fu l'alloggio del custode riconvertito poi in caserma delle guardie di confine della ex Jugoslavia. Da qui si dipanano diversi sentieri (tutti chiaramente indicati): quello a sinistra conduce, attraverso una trincea, alla caverna delle 8 cannoniere mentre quello alle spalle del rifugio porta all'articolato sistema di gallerie su più piani, costruito dagli austro-ungarici e successivamente migliorato dagli italiani.

Tornati sui propri passi si prende un terzo sentiero, molto semplice, che parte sulla destra del rifugio e che conduce in circa mezz'ora direttamente alla cima (Quota 609). Lungo la panoramica cresta si possono notare i diversi lavori di trinceramento, gli osservatori italiani ed austro-ungarici e le postazioni per cannoni. Poco dopo si giunge in cima da dove si può godere del bellissimo panorama sia verso il Monte Santo che su Gorizia, il Monte Calvario e l'Ossario di Oslavia.

Continuando ancora per qualche minuto, è possibile raggiungere la caverna dell'8^ divisione italiana e poi scendere verso la Quota di San Valentino (538 metri s.l.m.), sede di un eremo costruito tra il 1500 ed il 1700. Oggi, curiosamente, questi resti sono divisi dal confine con la chiesa in territorio sloveno mentre gli edifici del soggiorno e le fattorie si trovano su quello italiano.

Si concluderà infine con il parco tematico della grande guerra di Monfalcone. Sulle alture carsiche alle spalle di Monfalcone è possibile visitare il Parco Tematico della Grande Guerra. Esteso su circa 4 kmq, è stato aperto al pubblico nel 2005 ed offre ai visitatori tre diversi ambiti per scoprire ed osservare questa zona di guerra, sede di diverse battaglie tra il giugno del 1915 ed il maggio del 1917. Organizzato e sempre curato, il parco permette una visita in sicurezza anche agli escursionisti meno esperti.

A differenza degli altri musei all'aperto che solitamente sono strutturati su un percorso unico a più tappe, il Parco Tematico della Grande Guerra di Monfalcone è organizzato su tre itinerari che, a seconda del tempo a disposizione, possono essere visitati tutti assieme o singolarmente. Ogni ambito è segnalato da chiare indicazioni e cartelli esplicativi mentre gli spostamenti sono agevolati da numerosi sentieri ed una buona viabilità forestale (segnavia CAI 83 e 84).

I primi due ambiti sono dedicati alla ridotta di Quota 121 e alla trincea di Quota 85, strutture del sistema difensiva austro-ungarico occupate dall'esercito italiano nell'agosto del 1916 dopo la vittoria nella Sesta Battaglia dell'Isonzo. Il primo è caratterizzato da un groviglio di trincee e postazioni d'artiglieria mentre il secondo era una linea difensiva dotata anche di ricoveri per le truppe. Questa Quota è dedicata ad Enrico Toti, uno dei personaggi italiani più simbolici della Grande Guerra.

Nel terzo ambito si possono scoprire la trincea Joffre e la Grotta Vergine, l'importante linea di difesa asburgica conquistata dai battaglioni italiani già nel giugno del 1915. Il Parco è poi completato dalla trincea Cuzzi (compresa tra la Quota 98 e Quota 104) mentre nei pressi della località di Sablici, sebbene non faccia parte del museo, è possibile raggiungere Quota 77, superata dai soldati italiano durante la Decima Battaglia dell'Isonzo.

 

Per Informazioni scrivere a Salvatore Gentile: ideeturismo@gmail.com