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Grandi Battaglie

UNA SCONOSCIUTA PAGINA DI STORIA DI GUERRA

Nel visitare il cimitero inglese di guerra ( l’unico presente nell’area di Milano ), posizionato a lato del parco di Trenno, passeggiando tra le lapidi, il visitatore rimane colpito dalla presenza di una lapide con inciso due nomi di italiani. Nella logica inglese delle esequie, nel caso di impossibilità del riconoscimento formale, i corpi venivano sepolti con lapidi comuni, oppure affiancate nel caso di più persone coinvolte nel fatto, come per l’episodio che intendo raccontare.

Siamo tra il 11e il 12 settembre del ‘44, un aereo inglese precipita e l’intero equipaggio muore nell’incidente. Dalla posizione delle lapidi si ricostruisce le persone coinvolte. Il vero equipaggio dell’aereo risulta composta da 8 uomini appartenenti sia alla RAF che alla RCAF e RNZAF. A completamento erano trasportati: 1 capitano dei paracadutisti inglesi, 2 persone appartenenti all’esercito polacco ed, infine, 2 italiani. La lapide reca l’iscrizione: – Serg.All.Uff. di Complemento Voglino Guido Alessandro, da Milano, di anni 20; – Serg.All.Uff. di Complemento Marchiori Rodolfo, da Lendinara Rovigo, di anni 20; – Reparto Paracadutisti Corpo S.M.Esercito; – 11/12 settembre 1944; – Ardenti di amor patrio offrirono volontari la loro giovinezza in difesa degli ideali di giustizia e libertà insieme immolandosi nei cieli della gloria.

La lettura della lapide apre alla mente parecchi interrogativi: in quale missione erano impegnati? E poi, perché il gruppo dei paracadutisti, forse integrato anche dai 2 polacchi oltre che dall’ufficiale inglese, non ha potuto lanciarsi? Che tipo di aereo era quello coinvolto nella missione? Dove risulta avere avuto l’incidente? Purtroppo al momento sono domande che non hanno una risposta. Chi ha la possibilità o la disponibilità delle risposte, si faccia avanti, e verrà ospitato su queste colonne. Ad integrazione dell’articolo si vuole segnalare come nel cimitero inglese trovano sepoltura diversi caduti particolari: diversi Squadron Leader, un Wing Commander, alcuni appartenenti al S.A.S., alti ufficiali dell’esercito e, per ultima citazione, un sottotenente della Royal Navy imbarcato sulla portaerei Ark Royal, deceduto il 09/02/41.

Giorgio Dorati

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BEZZECCA

Testimonianze di una guerra vissuta

01-CartinaLa valle di Ledro ( e la susseguente Val d’Ampola ), data la sua posizione, risulta una facile via di comunicazione tra le Valli Giudicarie ( Brescia ) e l’Alto Garda ( Trento ). Il centro abitato più grande risulta il comune di Bezzecca. Per tale motivo risultò molto importante il suo controllo, specialmente nei secoli precedenti, da parte dell’Austria, che ne fortificò l’ingresso ovest con il Forte d’Ampola. Già durante la III° Guerra d’Indipendenza del 1866 la vallata venne percorsa dalle truppe garibaldine, che, dopo aver vinto a Condino ed espugnato il forte, giunsero a Bezzecca, ove il 21/07 si scontrarono vittoriosamente con le truppe guidate dal gen. Kuhn, obbligandole a ritirarsi. In epoca successiva la stessa Austria fu spinta a seguire la zona con maggiore attenzione, tanto da dotare di una cintura di fortificazioni sia la zona dell’alto Garda intorno a Riva, che le stesse valli Giudicarie, zone entrambe facenti parte del Rajon III – Sud Tirol, sottosettore Giudicarie.

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LA BATTAGLIA DEI GIGANTI – Marignano: 13 e 14 settembre 1515

Marignano-CartinaA chi, uscendo da Milano, passato il centro di S.Giuliano, lunga la via Emilia, in mezzo ad una selvaggia urbanizzazione, che ha fatto sparire totalmente la campagna, venne combattuta proprio su quelle terre una cruenta battaglia. Ma cinquant’anni fa, quando percorrevo in bicicletta insieme a mio padre quella campagna, essa risultava una silente platea, dove una piccola pieve, nel piccolo comune di Zivido, ricordava il fatto d’arme. Oggi quella chiesetta, assediata dalle costruzioni ( e che forse nella foga del lavoro non ha provato alcuna pietà per i resti venuti alla luce ), rimane un fulcro di ricordi.

Marignano, oggi Melegnano, rimase nella storia per la celebre battaglia combattuta tra il 13 ed il 14/09/1515 tra gli Svizzeri, condotti dal cardinale Matteo Schiner di Sion ( che difendeva il duca di Milano, Massimiliano Sforza, figlio di Ludovico ) ed i Francesi guidati personalmente dal re Francesco I°, appoggiati dalle truppe veneziane di Bartolomeo d’Alviano. L’oggetto del contendere risultava il possesso del ducato di Milano, ma sarebbe meglio affermare la conquista di quelle terre italiche quale chiave d’accesso verso maggiori acquisizioni nel nord Italia. La veemenza dei combattimenti, espressa da entrambe le parti, fece sì che la battaglia venisse ricordata dalla storia come la “Battaglia dei Giganti”.

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